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De Rerum Natura

ita res accendent lumina rebus
così ogni cosa accenderà ogni altra. (I, 1117)

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Varietà delle forme degli atomi

  1. Adesso proseguiamo. Ascolta quali
  2. sono i primi principi delle cose
  3. e considera quanto sono vari
  4. tra di loro per forma e per figura;
  5. anche se molti hanno una forma simile
  6. non tutti sono in tutto uguali a tutti.
  7. E questo non sorprende: dal momento
  8. che, come ti ho insegnato, sono tanti
  9. da non avere fine né totale
  10. certo bisogna che non tutti siano
  11. uguali a tutti per forma ed aspetto.
  12. Ecco il genere umano, ecco i banchi
  13. dei pesci muti con le loro squame,
  14. ecco gli alberi lieti, ecco le fiere,
  15. ecco gli uccelli che affollano i luoghi
  16. ameni dov'è l'acqua – rive, fonti
  17. e laghi – e volano attraverso i boschi
  18. impervi; prendine pure uno a caso
  19. di qualsivoglia specie, e scoprirai
  20. che è ben diverso dagli altri. Ed è questa
  21. la ragione per cui le madri e i cuccioli
  22. possono riconoscersi a vicenda.
  23. Lo vediamo: le bestie si conoscono
  24. tra loro proprio come noi umani.
  25. Spesso davanti agli ornati santuari
  26. degli dei, un vitello è immolato
  27. presso le are che bruciano d'incenso;
  28. crolla e dal petto esala un caldo fiume
  29. di sangue. Ma la madre, desolata,
  30. percorre senza sosta i verdi anfratti
  31. cerca dovunque la bifida impronta
  32. getta lo sguardo inquieto in ogni luogo
  33. se mai vi fosse il cucciolo perduto
  34. e si ferma e muggisce tanto forte
  35. da riempire l'intero bosco intorno
  36. e ritorna alla stalla, e poi ancora,
  37. straziata dall'assenza di suo figlio,
  38. e né i teneri salici né l'erba
  39. vivida di rugiada né quei fiumi
  40. fluenti fino all'orlo delle sponde
  41. possono dare alcun diletto all'animo
  42. o stornare la subitanea pena;
  43. né può distrarla o alleviare il dolore
  44. la vista di altri vitelli nel campo
  45. rigoglioso: perché quello che cerca
  46. è proprio suo e lo conosce bene.
  47. E ancora: i teneri capretti dalle
  48. voci tremule sanno riconoscere
  49. la testa bicornuta della madre,
  50. e gli agnellini giocosi la pecora
  51. belante; e come vuole la natura
  52. suole ciascuno accorrere alla propria
  53. mammella colma di latte. Ed infine
  54. guarda qualsiasi tipo di frumento:
  55. benché ogni chicco sia simile agli altri
  56. del medesimo genere c'è sempre
  57. tra di loro una certa differenza
  58. Vediamo in modo simile la specie
  59. delle conchiglie dipingere il grembo
  60. della terra, là dove le onde molli
  61. della distesa marina dissetano
  62. l'arenile dei golfi. E ancora e ancora
  63. è perciò necessario che i primordi
  64. delle cose -- poiché sono creati
  65. dalla natura e non foggiati a mano
  66. in base al modello d'uno solo
  67. volteggino diversi tra di loro
  68. per la figura. È facile spiegare
  69. in modo razionale perché i fulmini
  70. abbiano un fuoco ben più penetrante
  71. di quello delle fiaccole terrene.
  72. Puoi dire infatti che il fuoco dei fulmini
  73. celesti ha semi più sottili e piccoli
  74. e può per questo insinuarsi in pori
  75. nei quali il nostro fuoco, generato
  76. dal legno e dalle fiaccole non può
  77. penetrare. La luce può filtrare
  78. oltre una lastra di corno che invece
  79. non consente il passaggio della pioggia. 1
  80. Questo accade perché la luce ha semi
  81. più piccoli di quelli che compongono
  82. il liquido benefico dell'acqua.
  83. E vediamo che il vino scende rapido
  84. attraverso un colino, mentre l’olio
  85. è più lento ed indugia, certamente
  86. perché è fatto di atomi più grandi
  87. o più uncinati o più avvinti tra loro;
  88. le particelle dunque non riescono
  89. a staccarsi così rapidamente
  90. tra loro ed a passare una a una
  91. per ogni poro. Aggiungi il miele e il latte,
  92. liquidi che accarezzano la lingua
  93. e lasciano una dolce sensazione
  94. nella bocca; e invece la centaura
  95. amara e l'acre assenzio la contorcono
  96. con il loro sapore disgustoso.
  97. Riconosci da ciò che le sostanze
  98. piacevoli al contatto con i sensi
  99. sono composte da semi rotondi
  100. e lisci e al contrario quelle amare
  101. ed aspre sono fatte da uno stretto
  102. intreccio di atomi uncinati, in grado
  103. di lacerare i nostri sensi e aprirsi
  104. con forza un varco dentro il nostro corpo.
  105. Insomma, tutte le cose che toccano
  106. i sensi e appaiono buone o cattive
  107. hanno forme diverse e contrastanti.
  108. Certo non crederai che il suono stridulo
  109. della sega, che fa rabbrividire,
  110. sia prodotto da semi lisci come
  111. la musica che i suonatori sanno
  112. con dita esperte trarre dalle corde
  113. o che alle nostre narici pervengano
  114. atomi uguali quando si dà fuoco
  115. a un putrido cadavere o a teatro
  116. a scena è stata da poco cosparsa
  117. con croco di Cilicia e lì vicino
  118. un’ara esala incenso di Pancaia.2
  119. Nemmeno penserai che quei colori
  120. buoni, che portano diletto agli occhi,
  121. siano fatti di semi uguali a quelli
  122. che ci irritano e ci spingono alle lacrime
  123. o che appaiono brutti, turpi, orribili.
  124. Ogni figura che accarezza i sensi
  125. non è stata creata senza qualche
  126. levigatezza degli atomi; invece
  127. quelle sgradevoli ed aspre non senza
  128. della materia in qualche modo rude.
  129. Vi sono poi dei semi che a rigore
  130. non si possono dire levigati
  131. ma nemmeno uncinati, con le punte
  132. ritorte, ma piuttosto hanno angolini
  133. leggermente sporgenti, quanto basta
  134. per titillare i sensi più che lederli;
  135. di tal genere i semi della feccia
  136. e del sapore dell'enula. Infine
  137. che il fuoco caldo e la gelida brina,
  138. dentati in modi differenti, pungano
  139. il nostro senso corporeo – di ciò
  140. ci danno prova l'uno e l'altro tatto.
  141. È il tatto infatti, o santa potestà
  142. dei numi, è il tatto il senso proprio
  143. del corpo, sia che una cosa s'insinui
  144. dall'esterno o che invece nata dentro
  145. lo leda oppure gli dia gioia uscendo
  146. per via dell'atto fecondo di Venere
  147. o ancora perché gli atomi, colpiti
  148. da qualcosa si mettono in subbuglio
  149. e cozzano tra loro nello stesso
  150. corpo turbando il senso; ne puoi fare
  151. da te la prova colpendo una parte
  152. qualsiasi del corpo con la mano.
  153. Perciò le forme degli atomi devono
  154. essere molto diverse tra loro
  155. sì da produrre sensazioni varie.
  156. E infine quelle cose che ci appaiono
  157. spesse e indurite, queste è necessario
  158. che siano fatte e tenute compatte
  159. a fondo da elementi più uncinati
  160. tra loro e quasi avvinti come rami.
  161. Primi di questo genere le pietre
  162. di diamante che sfidano ogni colpo
  163. e le possenti rocce e il ferro duro
  164. ed il bronzo che stride resistendo
  165. alle sbarre3. Quei corpi invece che hanno
  166. liquida consistenza devono essere
  167. composti per lo più di atomi lisci
  168. e rotondi: se prendi una sorsata
  169. di semi di papavero la mandi
  170. giù come fosse acqua, ché i granelli
  171. non si trattengono tra loro e scendono
  172. tutti d’un colpo alla minima scossa.
  173. Quanto alle cose che vedi svanire
  174. in un attimo, come fumo, nuvole
  175. e fiamme, se non sono interamente
  176. composte d'atomi lisci e rotondi,
  177. è necessario che li abbiano almeno
  178. tali che non s'intreccino e impediscano
  179. a vicenda, così da poter pungere
  180. il nostro corpo e penetrare i sassi
  181. senza però aderire tra di loro;
  182. tutto ciò che ci appare rarefatto
  183. e in grado tuttavia di urtare i sensi
  184. è fatto, si comprende facilmente,
  185. da semi aguzzi ma non intricati.
  186. Non ti sorprenda poi che alcune cose
  187. siano al tempo stesso amare e liquide,
  188. come l’acqua del mare. Essendo liquida
  189. è fatta di atomi lisci e rotondi
  190. ma misti ad essi ha anche atomi ruvidi
  191. che causano il dolore; tuttavia
  192. questi non è necessario che siano
  193. avvinti con uncini; sono ruvidi
  194. pur avendo una forma tondeggiante
  195. così da poter scorrere e ad un tempo
  196. ferire i sensi. E perché tu comprenda
  197. meglio che in essa sono mescolati
  198. atomi lisci e ruvidi, da dove
  199. viene l’amaro corpo di Nettuno,
  200. c’è un modo per dividerli e osservare
  201. come la parte dolce, se filtrata
  202. attraverso il terreno più e più volte
  203. fluisce in una fossa e s'addolcisce
  204. poiché i semi da cui viene il sapore
  205. salmastro, essendo ruvidi, rimangono
  206. in superficie impigliati alla terra.
  1. 1 Il corno era utilizzato per le lanterne. L'immagine dunque è quella di una lanterna illuminata portata sotto la pioggia.
  2. 2 La Cilicia era una regione dell’antica Anatolia, attuale Turchia, a nord dell’isola di Cipro. La Pancaia è un’isola non identificata, probabilmente leggendaria (anche se questo passo, con l’indicazione di un preciso prodotto che proviene da essa, lascia presupporre il contrario).
  3. 3 Non è facile capire esattamente a cosa si riferisca. Giussani: “Il verso parla molto chiaro all'orecchio; ma la forma della chiusura, o apertura, resta per noi indecisa. Si potrebbe pensare anche a quelle guide di ferro, ad arco, infisse nel suolo, sulle quali talora scorrono, nell’aprirsi o chiudersi, le imposte di porte o cancelli”.

Traduzione: Antonio Vigilante