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De Rerum Natura

ita res accendent lumina rebus
così ogni cosa accenderà ogni altra. (I, 1117)

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Proemio

  1. È dolce, quando il vasto mare è preda
  2. della furia dei venti contemplare
  3. stando a terra la grande angoscia altrui;
  4. e non perché ci dia qualche piacere
  5. lieto che alcuno sia così sconvolto;
  6. dolce invece è accorgersi che noi
  7. da tali mali non siamo toccati.
  8. Dolce pure è osservare la battaglia
  9. di grandi eserciti schierati in campo
  10. senza alcuna minaccia di pericolo.
  11. Niente però è più dolce che tenere
  12. la fortezza serena e ben munita
  13. che innalzò la dottrina dei sapienti,
  14. e sporgersi a guardare in basso gli altri
  15. che vagano qua e là, alla ricerca
  16. d'una via della vita, gareggiando
  17. d'ingegno, contendendo in nobiltà,
  18. o sforzandosi ancora, notte e giorno,
  19. con immensa fatica per emergere
  20. alla ricchezza e al potere più grandi.
  21. O miserabili menti degli uomini!
  22. O cuori ciechi! In mezzo a quante tenebre
  23. e pericoli passa questa vita
  24. così breve! Davvero non vedete
  25. che la natura reclama a gran voce
  26. soltanto un corpo privo di dolore
  27. e un animo che goda la letizia
  28. libero da ogni ansia e ogni paura?
  29. Il nostro corpo è fatto in modo tale
  30. che gli basta ben poco per rimuovere
  31. il dolore e ottenere ogni piacere.
  32. Talora, quando mancano le statue
  33. dorate di fanciulli che sorreggono
  34. con la destra le fiaccole, a far luce
  35. ai banchetti notturni, o se il palazzo
  36. non rimanda bagliori d'oro e argento
  37. né il suono delle cetre si solleva
  38. fino ai soffitti decorati d'oro,
  39. risulta più gradevole, e la stessa
  40. natura lo richiede, star sdraiati
  41. in compagnia su un prato d'erba soffice
  42. lungo la riva d'un fiume ed all'ombra
  43. d'un albero maestoso, ristorando
  44. piacevolmente il corpo in modo semplice
  45. soprattutto se il tempo è favorevole
  46. e la bella stagione fa spuntare
  47. nell'erba fiorellini colorati.
  48. Né la febbre abbandona prima il corpo
  49. se t'agiti tra drappi ricamati
  50. o nell'abbraccio di stoffe di porpora
  51. invece di dormire in una semplice
  52. veste plebea. E poiché tesori o gloria
  53. o nobilità non sono di vantaggio
  54. alcuno per il corpo, c'è da credere
  55. che siano indifferenti anche per l'animo.
  56. Guardare i tuoi soldati in campo aperto
  57. dar vita a una parvenza di battaglia
  58. con afflusso di truppe e cavalieri,
  59. e schierarli, dotati al tempo stesso
  60. delle armi e della brama di combattere,
  61. o scorgere le navi farsi largo
  62. velocemente: forse spaventate
  63. da queste scene le idee religiose
  64. fuggono via dal tuo animo, oppure
  65. i terrori di morte si allontanano
  66. dal tuo cuore e lo sciolgono dall'ansia?
  67. Ma queste cose appaiono ridicole
  68. e beffarde e invero le paure
  69. e gli affanni che sempre ci accompagnano
  70. certo non li spaventano il fragore
  71. delle armi o la violenza delle frecce
  72. e dimorano, audaci, presso i re
  73. e i potenti né hanno alcun rispetto
  74. del luccichio dell’oro o del fulgore
  75. d’una veste di porpora; perché
  76. dubiti che il potere di sconfiggerli
  77. appartenga soltanto alla ragione?
  78. tanto più che la vita, tutta quanta,
  79. si travaglia e s'affanna nelle tenebre
  80. Come i bambini tremano nel buio
  81. e temono ogni cosa, così noi
  82. in piena luce temiamo talvolta
  83. cose non più terribili di quelle
  84. che i bambini paventano nel buio
  85. e credono che stiano per succedere.
  86. Non sarà dunque la luce del sole
  87. non le frecce del giorno luccicanti
  88. a dissipare tenebre e terrore
  89. dell’animo, bensì la conoscenza
  90. e la chiara visione delle cose.

Traduzione: Antonio Vigilante