Argomento del poema
- E per il resto, lontano da ogni
- preoccupazione presta orecchie libere
- e mente attenta alla vera dottrina,
- affinché non disprezzi ed abbandoni
- i doni predisposti con affetto
- fedele prima di averli compresi.
- Comincio infatti a esporti la dottrina
- più alta, quella che riguarda i cieli
- e gli dèi; ti spiegherò i principi
- che la natura usa per dar vita
- ad ogni cosa, e alimentarla e accrescerla,
- e nei quali alla fine li dissolve;
- quelli che noi, esponendo la nostra
- dottrina siamo soliti chiamare
- materia, corpi genitali, semi
- delle cose oppure corpi primi
- perché sono all'origine di tutto.
Traduzione: Antonio Vigilante
- quod super est, vacuas auris ⟨animumque sagacem⟩
- semotum a curis adhibe veram ad rationem,
- ne mea dona tibi studio disposta fideli,
- intellecta prius quam sint, contempta relinquas.
- nam tibi de summa caeli ratione deumque
- disserere incipiam et rerum primordia pandam,
- unde omnis natura creet res, auctet alatque,
- quove eadem rursum natura perempta resolvat,
- quae nos materiem et genitalia corpora rebus
- reddunda in ratione vocare et semina rerum
- appellare suemus et haec eadem usurpare
- corpora prima, quod ex illis sunt omnia primis.
Testo latino: Cyril Bailey
Lucrezio è consapevole della difficoltà del percorso che si sta per iniziare; per questo avvisa Memmio, e naturalmente il lettore: bisognerà prepararsi a una lettura lenta, accurata, senza la quale è alto il rischio di rinunciare all’impresa prima ancora di aver apprezzato il valore della filosofia epicurea.
Comincerà dai temi più alti: i cieli e gli dèi. A dire il vero non c’è nel De Rerum Natura una trattazione specifica della questione degli dèi, ma l’analisi del funzionamento dell’universo mostrerà che esso fa a meno del ruolo attivo della divinità
Intanto introduce i termini per nominare in latino gli atomi. Lucrezio rinuncia a usare il termine greco atomos (ἄτομος), che si trova in Cicerone (che non ha però, scrivendo in prosa, le esigenze metriche di Lucrezio); chiamerà dunque gli atomi in vari modi: materia, corpora genitalia, semina rerum o corpora prima.
Latino 12 vv.
- quod super est, vacuas auris ⟨animumque sagacem⟩
- semotum a curis adhibe veram ad rationem,
- ne mea dona tibi studio disposta fideli,
- intellecta prius quam sint, contempta relinquas.
- nam tibi de summa caeli ratione deumque
- disserere incipiam et rerum primordia pandam,
- unde omnis natura creet res, auctet alatque,
- quove eadem rursum natura perempta resolvat,
- quae nos materiem et genitalia corpora rebus
- reddunda in ratione vocare et semina rerum
- appellare suemus et haec eadem usurpare
- corpora prima, quod ex illis sunt omnia primis.
Traduzione 17 vv.
- E per il resto, lontano da ogni
- preoccupazione presta orecchie libere
- e mente attenta alla vera dottrina,
- affinché non disprezzi ed abbandoni
- i doni predisposti con affetto
- fedele prima di averli compresi.
- Comincio infatti a esporti la dottrina
- più alta, quella che riguarda i cieli
- e gli dèi; ti spiegherò i principi
- che la natura usa per dar vita
- ad ogni cosa, e alimentarla e accrescerla,
- e nei quali alla fine li dissolve;
- quelli che noi, esponendo la nostra
- dottrina siamo soliti chiamare
- materia, corpi genitali, semi
- delle cose oppure corpi primi
- perché sono all'origine di tutto.