Il vuoto e il movimento
- Sono costretto ora a prevenire
- ciò che taluni hanno escogitato
- affinché non ti porti via dal vero.
- Il movimento dei pesci nel mare
- avviene a sentir loro perché l’acqua
- cede avanti e fluisce nello spazio
- che dietro resta libero al passaggio.
- In questo modo pure tutte le altre
- cose possono muoversi e scambiarsi
- il posto, pur essendo tutto pieno.
- Ma ciò, è chiaro, si basa su una logica
- fallace. Come mai potranno muoversi
- i pesci se le acque non daranno
- loro spazio? E le onde a loro volta
- dove potranno ritirarsi quando
- i pesci non potranno più procedere?
- Dunque o si nega che i corpi si muovano
- o si ammette che esiste in ogni cosa
- il vuoto da cui nasce il movimento.
- E infine: se due corpi estesi urtandosi
- rimbalzano all'indietro, l'aria deve
- occupare il vuoto che si forma
- tra i due corpi. Ma l'aria che c'è intorno
- mai potrà, per quanto accorra rapida,
- colmare in un istante tutto il vuoto;
- è inevitabile infatti che occupi
- prima la parte più vicina e dopo
- prenda possesso di tutto lo spazio.
- In errore sarebbe chi pensasse
- che il distacco dei corpi sia dovuto
- all’azione dell’aria condensata;
- accade infatti che un vuoto si colma
- ma al tempo stesso se ne crea un altro.
- Non è così che si fa densa l’aria
- e se anche così fosse, penso, senza
- il vuoto non potrebbe concentrarsi
- e unire in un sol punto le sue parti.
- Per questo, anche se fai mille obiezioni,
- è necessario che tu ammetta il vuoto.
- Potrei moltiplicare gli argomenti
- ma a una mente sagace quel che ho detto
- è sufficiente per capire tutto.
- Spesso il fiuto dei cani apre la via
- che conduce alla tana ben nascosta
- di qualche bestia che vaga sui monti:
- come loro da quello che ti ho detto
- potrai da solo attraversare il buio
- e andare a caccia della verità.
- Se sarai pigro o titubante, o Memmio
- questo però ti prometto: sarà
- così abbondante e dolce la sorgente
- di parole sgorgante dal mio cuore
- che prima che il tuo orecchio abbia ascoltato
- l'ultimo mio argomento sarà giunta
- la vecchiaia ad illanguidirci il corpo
- e a disserrare i lacci della vita.
Traduzione: Antonio Vigilante
- Illud in his rebus ne te deducere vero
- possit, quod quidam fingunt, praecurrere cogor.
- cedere squamigeris latices nitentibus aiunt
- et liquidas aperire vias, quia post loca pisces
- linquant, quo possint cedentes confluere undae;
- sic alias quoque res inter se posse moveri
- et mutare locum, quamvis sint omnia plena.
- scilicet id falsa totum ratione receptumst.
- nam quo squamigeri poterunt procedere tandem,
- ni spatium dederint latices? concedere porro
- quo poterunt undae, cum pisces ire nequibunt?
- aut igitur motu privandumst corpora quaeque
- aut esse admixtum dicundumst rebus inane,
- unde initum primum capiat res quaeque movendi.
- postremo duo de concursu corpora lata
- si cita dissiliant, nempe aer omne necessest,
- inter corpora quod fiat, possidat inane.
- is porro quamvis circum celerantibus auris
- confluat, haud poterit tamen uno tempore totum
- compleri spatium; nam primum quemque necessest
- occupet ille locum, deinde omnia possideantur.
- quod si forte aliquis, cum corpora dissiluere,
- tum putat id fieri quia se condenseat aer,
- errat; nam vacuum tum fit quod non fuit ante
- et repletur item vacuum quod constitit ante,
- nec tali ratione potest denserier aer
- nec, si iam posset, sine inani posset, opinor,
- ipse in se trahere et partis conducere in unum.
- Qua propter, quamvis causando multa moreris,
- esse in rebus inane tamen fateare necessest.
- multaque praeterea tibi possum commemorando
- argumenta fidem dictis corradere nostris.
- verum animo satis haec vestigia parva sagaci
- sunt per quae possis cognoscere cetera tute.
- namque canes ut montivagae persaepe ferai
- naribus inveniunt intectas fronde quietes,
- cum semel institerunt vestigia certa viai,
- sic alid ex alio per te tute ipse videre
- talibus in rebus poteris caecasque latebras
- insinuare omnis et verum protrahere inde.
- quod si pigraris paulumve recesseris ab re,
- hoc tibi de plano possum promittere, Memmi:
- usque adeo largos haustus e fontibus magnis
- lingua meo suavis diti de pectore fundet,
- ut verear ne tarda prius per membra senectus
- serpat et in nobis vitai claustra resolvat,
- quam tibi de quavis una re versibus omnis
- argumentorum sit copia missa per auris.
Testo latino: Cyril Bailey
Lucrezio ha sostenuto che è necessario che esista il vuoto, perché senza di esso non potrebbe esistere il movimento. Il movimento dei pesci nell’acqua sembra però suggerire una diversa spiegazione del movimento dei corpi. Quando un pesce procede, l’acqua che ha davanti si sposta per fargli spazio; possiamo immaginare che tutti i movimenti siano resi possibili dunque da simili spostamenti di materia, senza alcun bisogno del vuoto. Si tratta della teoria dell’antiperistasi (ἀντιπερίστασις), presente già nel Timeo di Platone ma diffusa soprattutto da Aristotele (Fisica, IV, 8, 215a).
L’obiezione di Lucrezio è che se l’acqua non avesse un minimo di spazio vuoto in cui accogliere la testa del pesce, il pesce non potrebbe fare il primo passo. Il movimento non è la conseguenza di uno scambio, ma richiede il vuoto come presupposto originario (initum movendi).
Lucrezio propone inoltre un esperimento mentale: il distacco di due corpi piatti e larghi. Quando due superfici estese si separano bruscamente, tra di esse si crea uno spazio. L’aria circostante accorre per riempirlo, ma Lucrezio nota che l’aria è materia e, come tale, ha una velocità finita. Nel brevissimo istante in cui i corpi si separano e l’aria non è ancora arrivata a colmare l’intero spazio, deve esistere il vuoto. Lucrezio nega che l’aria possa semplicemente espandersi o condensarsi senza il vuoto: la densità stessa è definita dalla quantità di vuoto presente tra le particelle di materia.
Nei versi finali del passo ricompare l’appello a Memmio, che però in questo caso è altro dal lettore, poiché una sua eventuale pigrizia potrà essere soccorsa da dimostrazioni aggiuntive, ripetute se necessario fino alla vecchiaia. Affiora qui il piacere tutto epicureo dell’amicizia e della conversazione; e il tono è talmente affettuoso, da lasciar pensare che l’amicizia di Memmio sia un bene presente, e non solo sperato (la sperata voluptas del verso 140).
Latino 48 vv.
- Illud in his rebus ne te deducere vero
- possit, quod quidam fingunt, praecurrere cogor.
- cedere squamigeris latices nitentibus aiunt
- et liquidas aperire vias, quia post loca pisces
- linquant, quo possint cedentes confluere undae;
- sic alias quoque res inter se posse moveri
- et mutare locum, quamvis sint omnia plena.
- scilicet id falsa totum ratione receptumst.
- nam quo squamigeri poterunt procedere tandem,
- ni spatium dederint latices? concedere porro
- quo poterunt undae, cum pisces ire nequibunt?
- aut igitur motu privandumst corpora quaeque
- aut esse admixtum dicundumst rebus inane,
- unde initum primum capiat res quaeque movendi.
- postremo duo de concursu corpora lata
- si cita dissiliant, nempe aer omne necessest,
- inter corpora quod fiat, possidat inane.
- is porro quamvis circum celerantibus auris
- confluat, haud poterit tamen uno tempore totum
- compleri spatium; nam primum quemque necessest
- occupet ille locum, deinde omnia possideantur.
- quod si forte aliquis, cum corpora dissiluere,
- tum putat id fieri quia se condenseat aer,
- errat; nam vacuum tum fit quod non fuit ante
- et repletur item vacuum quod constitit ante,
- nec tali ratione potest denserier aer
- nec, si iam posset, sine inani posset, opinor,
- ipse in se trahere et partis conducere in unum.
- Qua propter, quamvis causando multa moreris,
- esse in rebus inane tamen fateare necessest.
- multaque praeterea tibi possum commemorando
- argumenta fidem dictis corradere nostris.
- verum animo satis haec vestigia parva sagaci
- sunt per quae possis cognoscere cetera tute.
- namque canes ut montivagae persaepe ferai
- naribus inveniunt intectas fronde quietes,
- cum semel institerunt vestigia certa viai,
- sic alid ex alio per te tute ipse videre
- talibus in rebus poteris caecasque latebras
- insinuare omnis et verum protrahere inde.
- quod si pigraris paulumve recesseris ab re,
- hoc tibi de plano possum promittere, Memmi:
- usque adeo largos haustus e fontibus magnis
- lingua meo suavis diti de pectore fundet,
- ut verear ne tarda prius per membra senectus
- serpat et in nobis vitai claustra resolvat,
- quam tibi de quavis una re versibus omnis
- argumentorum sit copia missa per auris.
Traduzione 56 vv.
- Sono costretto ora a prevenire
- ciò che taluni hanno escogitato
- affinché non ti porti via dal vero.
- Il movimento dei pesci nel mare
- avviene a sentir loro perché l’acqua
- cede avanti e fluisce nello spazio
- che dietro resta libero al passaggio.
- In questo modo pure tutte le altre
- cose possono muoversi e scambiarsi
- il posto, pur essendo tutto pieno.
- Ma ciò, è chiaro, si basa su una logica
- fallace. Come mai potranno muoversi
- i pesci se le acque non daranno
- loro spazio? E le onde a loro volta
- dove potranno ritirarsi quando
- i pesci non potranno più procedere?
- Dunque o si nega che i corpi si muovano
- o si ammette che esiste in ogni cosa
- il vuoto da cui nasce il movimento.
- E infine: se due corpi estesi urtandosi
- rimbalzano all'indietro, l'aria deve
- occupare il vuoto che si forma
- tra i due corpi. Ma l'aria che c'è intorno
- mai potrà, per quanto accorra rapida,
- colmare in un istante tutto il vuoto;
- è inevitabile infatti che occupi
- prima la parte più vicina e dopo
- prenda possesso di tutto lo spazio.
- In errore sarebbe chi pensasse
- che il distacco dei corpi sia dovuto
- all’azione dell’aria condensata;
- accade infatti che un vuoto si colma
- ma al tempo stesso se ne crea un altro.
- Non è così che si fa densa l’aria
- e se anche così fosse, penso, senza
- il vuoto non potrebbe concentrarsi
- e unire in un sol punto le sue parti.
- Per questo, anche se fai mille obiezioni,
- è necessario che tu ammetta il vuoto.
- Potrei moltiplicare gli argomenti
- ma a una mente sagace quel che ho detto
- è sufficiente per capire tutto.
- Spesso il fiuto dei cani apre la via
- che conduce alla tana ben nascosta
- di qualche bestia che vaga sui monti:
- come loro da quello che ti ho detto
- potrai da solo attraversare il buio
- e andare a caccia della verità.
- Se sarai pigro o titubante, o Memmio
- questo però ti prometto: sarà
- così abbondante e dolce la sorgente
- di parole sgorgante dal mio cuore
- che prima che il tuo orecchio abbia ascoltato
- l'ultimo mio argomento sarà giunta
- la vecchiaia ad illanguidirci il corpo
- e a disserrare i lacci della vita.