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De Rerum Natura

ita res accendent lumina rebus
così ogni cosa accenderà ogni altra. (I, 1117)

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La conoscenza libera dalla paura

  1. E verrà forse il giorno in cui tu stesso
  2. vinto dalle parole spaventose
  3. d'un profeta vorrai abbandonarmi:
  4. sono infatti capaci d'inventarsi
  5. mille sogni al fine di cambiare
  6. il tuo modo di vivere e turbare
  7. con la paura qualsiasi tuo bene.
  8. E certo: se sapessimo che ha fine
  9. con la morte qualsiasi sofferenza
  10. non avrebbero presa su di noi
  11. religioni e profeti minacciosi.
  12. Ma ora non c'è mezzo e facoltà
  13. di resistere, perché nella morte
  14. tocca temere eterne punizioni.
  15. La natura dell’anima si ignora,
  16. se con noi nasca o s’insinui alla nascita
  17. se con noi morta si spezzi nel nulla
  18. o vada nelle tenebre dell’Orco
  19. alle grandi paludi o si reincarni
  20. per decreto divino in qualche bestia
  21. come credeva Ennio, che per primo
  22. colse fronde perenni d’Elicona
  23. e ottenne fama tra le genti italiche;
  24. dichiara, è vero, nei suoi versi eterni
  25. che esiste l’Acheronte, ma non l’abitano
  26. l’anime nostre, né i corpi, ma solo
  27. parvenze pallidissime di noi.
  28. Da qui, ricorda, gli giunse il fantasma
  29. d’Omero la cui fama è senza fine
  30. e prese a dirgli con lacrime amare
  31. la natura profonda delle cose.
  32. Per questo occorre conoscere bene
  33. ogni cosa del cielo, i movimenti
  34. del sole e della luna, e quale forza
  35. governi quel che accade sulla terra,
  36. ma più urgente è indagare attentamente
  37. la natura dell’anima e dell’animo
  38. e che succede quando con terrore
  39. a volte svegli, se siamo malati,
  40. a volte invece sepolti nel sonno
  41. ci sembra di vedere e di sentire
  42. qui, proprio qui, qualcuno che da tempo
  43. è un pugno d’ossa che la terra abbraccia.

Traduzione: Antonio Vigilante