# Libro I Traduzione di Antonio Vigilante. Licenza CC BY-SA 4.0. Maggio 2026. ```{contents} :local: :depth: 2 ``` ## 01-49 A Venere O madre degli Eneadi, piacere d’uomini e dèi, o benefica Venere che sotto gli astri erranti per il cielo riempi i mari, culla delle navi, e le fertili terre; grazie a te ogni animale viene concepito 5 e nato accoglie la luce del sole; te, dea, fuggono i venti, te le nubi del cielo e il tuo apparire; fa spuntare per te fiori soavi l'ingegnosa terra, per te sorride la distesa del mare, per te splende il cielo calmo d'una luce diffusa. Non appena 10 ai giorni si dischiude la sembianza primaverile e libero oramai prende vigore il soffio fecondante di favonio i primi ad annunciare il tuo arrivo, o dea, sono gli uccelli dell'aria, sconquassati fin nel cuore dalla tua forza. Le bestie selvatiche 15 si rincorrono poi nei lieti campi e attraversano i rapidi torrenti; ognuno corre dove tu lo guidi con la tua grazia addosso. In tutti i cuori svegli l’amore e per mari per monti per i fiumi impetuosi tra le fronde degli alberi nei nidi degli uccelli nei verdi campi il desiderio spinge 20 ognuno a propagare la sua specie. Poiché tu sola reggi la natura e senza te nulla accade di lieto ed amabile chiedo il tuo sostegno in quest'impresa cui mi accingo: dire 25 in versi la natura delle cose in favore di Memmio che tu, dea, hai voluto eccellente in ogni cosa, in ogni tempo. Dona, dea, un’eterna grazia a questi miei versi: e fai tacere 30 le opere feroci degli eserciti per mari e terre. Tu sola puoi dare pace ai mortali, poiché spesso Marte che armato regge le opere feroci della guerra al tuo grembo s’abbandona vinto dalla ferita dell’amore che mai si sana, e allunga il suo bel collo 35 e ti guarda con l’ansia dell’amore e lo spirito appeso alla tua bocca. E la tua bocca, curva su di lui, con le parole più dolci gli chieda 40 pace per i Romani, o illustre dea. Non posso infatti dedicarmi all'opera con animo sereno se la patria è in un tempo difficile e nemmeno può la progenie nobile di Memmio venir meno alla pubblica salvezza. La natura divina infatti gode 45 d'una pace completa ed immortale, ben lontana da noi e i nostri affanni. Senza dolore alcuno e alcun pericolo, autonoma e potente, indifferente a noi né si compiace per il bene che facciamo né mai la coglie l'ira. \*\*\* ## 50-61 Argomento del poema 50 E per il resto, lontano da ogni preoccupazione presta orecchie libere e mente attenta alla vera dottrina, affinché non disprezzi ed abbandoni i doni predisposti con affetto fedele prima di averli compresi. Comincio infatti a esporti la dottrina 55 più alta, quella che riguarda i cieli e gli dèi; ti spiegherò i principi che la natura usa per dar vita ad ogni cosa, e alimentarla e accrescerla, e nei quali alla fine li dissolve; quelli che noi, esponendo la nostra 60 dottrina siamo soliti chiamare materia, corpi genitali, semi delle cose oppure corpi primi perché sono all'origine di tutto. ## 62-79 Epicuro Schiacciata a terra era la vita umana: la piegava e offendeva minacciandola 65 con aspetto terribile dal cielo la religione, quando un uomo greco, un mortale per primo alzò lo sguardo e osò sfidarla: e non riuscì la fama dei numi a spaventarlo, non il fulmine né il minaccioso fragore del cielo; lo eccitarono, anzi, ne sfidarono 70 il valore, ed ecco che per primo desiderò di abbattere le porte ben serrate dell'universo intero. Vinse il suo ingegno vivo e si gettò oltre le mura del mondo fiammanti e con la mente e l’animo percorse l’immensità del tutto; vittorioso 75 da lì ci insegna cosa nasce, cosa non può nascere, quale sia il potere limitato che a tutto è stato dato e i confini che segnano ogni cosa. E così adesso giace sotto i piedi, la religione, calpestata e afflitta, e la vittoria ci fa uguali al cielo. ## 80-101 Contro la religione 80 Temo che tu sospetti ch’io ti voglia avviare a dottrine scellerate e farti prendere una via malvagia. Ma è più spesso la religione stessa che spinge a compiere azioni malvagie e scellerate: come quando in Aulide i capi greci, uomini eminenti, orribilmente violarono l’ara 85 della vergine Trivia con il sangue d’Ifigenia. Appena le ricadde sulle guance la benda che avvolgeva i suoi capelli di vergine vide il padre triste davanti all’altare 90 i sacerdoti che per lui celavano la spada e i cittadini che piangevano: cadde supplice, muta dal terrore. Non servì alla misera ragazza aver donato al re il nome di padre. 95 Tremava; mani d’uomo la portarono all'altare, ma non perché compiuto il sacro rito fosse consegnata ai chiari canti nuziali, bensì 100 per farsi ostia, lei pura, lei colpevole, lei vittima nel tempo delle nozze, massacrata dal padre perché fosse sicura la partenza della navi. A tali atrocità spinge la fede. ## 102-135 La conoscenza libera dalla paura E verrà forse il giorno in cui tu stesso vinto dalle parole spaventose d'un profeta vorrai abbandonarmi: sono infatti capaci d'inventarsi mille sogni al fine di cambiare 105 il tuo modo di vivere e turbare con la paura qualsiasi tuo bene. E certo: se sapessimo che ha fine con la morte qualsiasi sofferenza non avrebbero presa su di noi religioni e profeti minacciosi. 110 Ma ora non c'è mezzo e facoltà di resistere, perché nella morte tocca temere eterne punizioni. La natura dell’anima si ignora, se con noi nasca o s’insinui alla nascita se con noi morta si spezzi nel nulla 115 o vada nelle tenebre dell’Orco alle grandi paludi o si reincarni per decreto divino in qualche bestia come credeva Ennio, che per primo colse fronde perenni d’Elicona e ottenne fama tra le genti italiche; dichiara, è vero, nei suoi versi eterni 120 che esiste l’Acheronte, ma non l’abitano l’anime nostre, né i corpi, ma solo parvenze pallidissime di noi. Da qui, ricorda, gli giunse il fantasma d’Omero la cui fama è senza fine 125 e prese a dirgli con lacrime amare la natura profonda delle cose. Per questo occorre conoscere bene ogni cosa del cielo, i movimenti del sole e della luna, e quale forza 130 governi quel che accade sulla terra, ma più urgente è indagare attentamente la natura dell’anima e dell’animo e che succede quando con terrore a volte svegli, se siamo malati, a volte invece sepolti nel sonno ci sembra di vedere e di sentire qui, proprio qui, qualcuno che da tempo 135 è un pugno d’ossa che la terra abbraccia. ## 136-148 Difficoltà della lingua So bene che è difficile spiegare le ardue speculazioni greche in versi latini, soprattutto perché occorrono parole nuove, ché la lingua è povera 140 e nuovo l’argomento, e tuttavia il tuo valore e il piacere sperato d’una dolce amicizia mi convincono a compiere l’impresa, a vigilare nelle notti serene, alla ricerca di parole, di versi che si facciano luce per la tua mente, per mostrarti 145 i recessi più oscuri delle cose. Non sarà dunque la luce del sole non le frecce del giorno luccicanti a dissipare tenebre e terrore dell’animo, bensì la conoscenza e la chiara visione delle cose. ## 149-213 Nulla nasce dal nulla Da qui per noi trarrà il suo fondamento: 150 nessuna cosa mai nasce dal nulla per opera divina. Se i mortali sono tenuti in pugno dal terrore è, certo, perché in terra e cielo vedono fenomeni di cui non sanno scorgere le cause e che dunque attribuiscono 155 alla potenza divina. Pertanto una volta che avremo constatato che nulla può generarsi dal nulla vedremo meglio ciò che investighiamo, da dove possa ogni cosa crearsi e come tutto ciò si compia senza intervento divino. Se dal nulla le cose infatti nascessero, tutto potrebbe nascere da tutto, senza 160 bisogno alcuno di semi. Dal mare nascerebbero gli uomini ed i pesci dalla terra; gli uccelli eromperebbero dal cielo; armenti e bestie d’ogni genere nate a caso dovunque occuperebbero le terre coltivate ed i deserti, 165 e gli alberi darebbero ogni volta frutti diversi e ogni frutto potrebbe nascere da ogni albero. In assenza di specifici semi quale cosa potrebbe avere un’origine certa? Poiché ogni cosa nasce dai suoi semi, 170 vede la luce dov’è la materia sua propria ed i suoi corpi elementari; non può nascere a caso da altre cose perché ha sue proprie facoltà nascoste. In primavera vediamo la rosa 175 d’estate il grano, l’autunno suadente ci offre la vite: i semi delle cose s’incontrano nei tempi adatti a loro e nella giusta stagione la terra fertile fa spuntare nuova vita che tenera si getta nella luce. 180 Se dal nulla nascessero, d’un tratto balzerebbero fuori, senza regola in qualsiasi periodo dell’anno: non vi sarebbero principi primi tenuti fuori, in un tempo inadatto, dall’unione che genera la vita. Per la crescita poi non servirebbe 185 il tempo necessario al confluire dei semi e al loro accrescersi: in un attimo diventerebbe giovane il bambino e si farebbe albero il fuscello. Non accade così: gli esseri crescono lentamente, avendo un seme proprio, 190 e crescendo mantengono la specie; puoi capire da ciò ch’essi si accrescono con la propria materia. A ciò si aggiunga che dal gravido ventre della terra non spunta la letizia dei germogli senza la pioggia al momento opportuno né senza cibo gli animali possono 195 propagare la specie e sopravvivere. Pensa pure, se vuoi, che i corpi abbiano molti elementi in comune, un po’ come le lettere che formano parole diverse, ma non credere che nulla possa nascere senza i suoi principi. Perché mai altrimenti la natura non sarebbe riuscita a generare uomini tanto grandi da guadare 200 i mari a piedi o da strappare i monti con le mani o che vivano per secoli superando ogni altro essere vivente? A tutto è data una certa materia che ne limita crescita e sviluppo. 205 Si riconosca dunque che dal nulla niente può generarsi, se ogni cosa ha bisogno d’un seme per offrirsi alla brezza leggera della vita. Vediamo, poi, che i luoghi coltivati superano di gran lunga quelli incolti e la terra migliora col lavoro; 210 succede, è chiaro, perché nella terra sono presenti i semi delle cose che rivoltando le zolle feconde con l’aratro portiamo in superficie; se non ci fossero semi, vedresti la crescita spontanea d’ogni cosa senza bisogno del lavoro umano. ## 215-264 Nulla torna al nulla 215 La natura dissolve nei suoi atomi ogni cosa esistente, ma nel nulla nulla svanisce. Se infatti qualcosa fosse mortale in tutte le sue parti la sua morte sarebbe un improvviso svanire, senza forza che la smembri 220 e dall’esterno ne travolga i nessi. E invece la natura non permette che alcuna cosa muoia se non quando una forza la spezza, entra nel vuoto tra gli atomi e li stacca, dal momento che tutto è fatto di principi eterni. Se tutta la materia scomparisse 225 quando un essere cede alla vecchiaia e il tempo lo travolge, in quale modo potrebbe Venere chiamare in vita nuovi animali, secondo la specie, e come madre la terra nutrire i nuovi nati con i propri pascoli? 230 Come potrebbe il mare alimentarsi con le sorgenti e i fiumi? Come l’etere nutrire gli astri? Nel tempo infinito trascorso fino ad oggi si sarebbe consumato del tutto un universo corporeo e mortale; e invece esistono 235 da sempre gli elementi delle cose indice certo che sono immortali. Dunque non possono ridursi al nulla. Se una materia eterna non tenesse 240 tutte le cose in vincoli ora deboli ora forti, sarebbe sufficiente una forza qualsiasi per distruggerle; anche solo un contatto basterebbe, mentre corpi composti da principi eterni hanno legami che soltanto una forza adeguata può spezzare. E invece i corpi, composti da nessi 245 diseguali dei semi e da materia eterna, restano incolumi a meno che li aggredisca una forza adeguata a vincerne l’interna resistenza. E dunque nulla va nel nulla: tutto si dissolve e ritorna alla materia. 250 E muoiono le piogge, quando il padre Cielo le getta in grembo a madre Terra: ma ne nascono messi rigogliose, nuovi rami verdeggiano sugli alberi, ed i frutti li piegano; la pioggia porta vita agli umani e agli animali 255 e vediamo fiorire le città piene di bimbi, nei boschi frondosi risuona il pigolio dei nuovi uccelli e le greggi pesanti si riposano sui campi verdeggianti, le mammelle 260 colme di latte; sulle zampe incerte giocano i loro piccoli nell’erba tenera e sanno solo il desiderio del latte puro delle loro madri. Non periscono dunque interamente le cose che vediamo: la natura disfa e ricrea con la stessa materia e non permette che nasca una cosa senza che al tempo stesso un’altra muoia. ## 265-333 Esistono corpuscoli invisibili 265 Dopo averti insegnato che dal nulla non nasce nulla, né la vita torna al nulla, forse nutrirai dei dubbi, poiché i principi primi di cui parlo non sono percettibili alla vista. 270 Ma ascolta quanti corpi non visibili esistono senz’altro nelle cose. Ecco: si leva il vento batte il mare butta giù grandi navi spinge via nuvole vorticando sopra i campi spezza gli alberi spazza interi boschi 275 sulle cime dei monti. Infuria, il vento, mormorando minaccia e s’accanisce. Esso ha di certo corpuscoli occulti che percuotono mare terre nuvole e li strappano via nel loro turbine, 280 correndo e devastando come l'acqua che ha natura cedevole ma quando le grandi piogge ingrossano un torrente che accresce un fiume, si getta dall'alto dei monti trascinando nel suo corso frammenti di boscaglia e alberi interi 285 e l'improvvisa furia delle acque nemmeno i ponti robusti riescono ad arginare: tale è la violenza con cui il fiume torbido di pioggia si scaglia contro i piloni, e distrugge con rumore terribile, travolge sott'acqua enormi macigni e travolge qualunque cosa ne ostacoli il corso. 290 Devono dunque muoversi così anche i soffi del vento, quando irrompono in ogni direzione come un fiume impetuoso e con raffiche continue trascinano le cose e le sconquassano e a volte le rapiscono in un vortice e le portano via nel loro turbine. 295 Ancor di più dunque i venti son fatti di corpi non visibili, che mostrano d'imitare, nei modi e nell'azione, i grandi fiumi composti da corpi visibili. Così pure sentiamo il diverso sentore delle cose ma non scorgiamo nulla intorno al naso. 300 né cogliamo con gli occhi il caldo e il freddo né vediamo la voce: tutte cose che pure avranno natura corporea poiché giungono ai sensi: senza corpo non può esservi contatto tra le cose. 305 Le vesti stese in riva al mare, dove s’infrangono le onde, s’umidiscono, ma s’asciugano poi distese al sole; non vediamo però l’acqua posarsi né allontanarsi poi per il calore: essa è dispersa in parti così piccole 310 che non riescono a scorgerle i nostri occhi. L'anello al nostro dito si assottiglia col passare degli anni, lentamente la goccia fora la pietra, nei campi si consuma il vomere di ferro come le pietre della via, pestate dal continuo passaggio della gente, 315 e a furia d'esser stretta da chi passa la mano destra delle statue bronzee messe davanti alle porte col tempo mostra segni d'usura. Noi vediamo 320 che tutte queste cose si consumano ma la natura gelosa nasconde come e quando i corpuscoli si stacchino. Benché acuta, la vista non riesce a scorgere la quotidiana crescita delle cose né il loro invecchiamento 325 come pure la lenta corrosione che opera sugli scogli la salsedine. La natura fa tutto con corpuscoli nascosti ai nostri occhi. E tuttavia non vi sono soltanto questi corpi 330 stretti tra loro. Esiste infatti il vuoto. Saperlo ti sarà di grande aiuto, ti salverà dal dubbio, dal cercare senza sosta l'essenza delle cose diffidando di quello che ti insegno. ## 334-369 Il vuoto È vuoto un luogo intatto, senza nulla. 335 Niente si muoverebbe senza il vuoto. Ogni corpo si oppone, fa da ostacolo a tutto quel che incontra; senza il vuoto nessuna cosa cederebbe il passo a un'altra, consentendo il movimento. 340 Ma noi vediamo molte cose muoversi in molti modi in mare in terra in cielo. Il loro moto inquieto senza il vuoto non sarebbe possibile; di più: senza il vuoto nemmeno esisterebbero 345 ma immobile sarebbe la materia tutta stretta in sé stessa. Molte cose che riteniamo solide risultano a uno sguardo più attento miste al vuoto. L'acqua impregna le pietre e le caverne e piange goccia a goccia le sue lacrime 350 si spande il cibo in corpo a ogni animale crescono gli alberelli e danno frutto quand’è tempo perché dalle radici si diffonde la linfa fino ai rami, le voci ti raggiungono nei posti più riparati, indifferenti ai muri, e il freddo ti colpisce nelle ossa. 355 Come accadrebbe ciò se non ci fosse il vuoto a offrire spazio per passare? E perché poi due cose della stessa grandezza hanno un peso differente? 360 Se vi fosse la stessa quantità di materia nel piombo e in un gomitolo di lana, uguale ne sarebbe il peso perché fatti ugualmente da corpuscoli che per natura tendono a cadere. Il vuoto invece non ha peso alcuno. A parità di massa è più leggero il corpo che ha più vuoto e più pesante 365 quello che ne ha dimeno. Non c'è dubbio dunque che esista, frammisto alle cose, ciò che scopriamo attraverso un'indagine approfondita e che chiamiamo vuoto. ## 370-417 Il vuoto e il movimento 370 Sono costretto ora a prevenire ciò che taluni hanno escogitato affinché non ti porti via dal vero. Il movimento dei pesci nel mare avviene a sentir loro perché l’acqua cede avanti e fluisce nello spazio che dietro resta libero al passaggio. 375 In questo modo pure tutte le altre cose possono muoversi e scambiarsi il posto, pur essendo tutto pieno. Ma ciò, è chiaro, si basa su una logica fallace. Come mai potranno muoversi i pesci se le acque non daranno 380 loro spazio? E le onde a loro volta dove potranno ritirarsi quando i pesci non potranno più procedere? Dunque o si nega che i corpi si muovano o si ammette che esiste in ogni cosa il vuoto da cui nasce il movimento. 385 E infine: se due corpi estesi urtandosi rimbalzano all'indietro, l'aria deve occupare il vuoto che si forma tra i due corpi. Ma l'aria che c'è intorno mai potrà, per quanto accorra rapida, colmare in un istante tutto il vuoto; è inevitabile infatti che occupi prima la parte più vicina e dopo prenda possesso di tutto lo spazio. 390 In errore sarebbe chi pensasse che il distacco dei corpi sia dovuto all’azione dell’aria condensata; accade infatti che un vuoto si colma ma al tempo stesso se ne crea un altro. Non è così che si fa densa l’aria e se anche così fosse, penso, senza il vuoto non potrebbe concentrarsi e unire in un sol punto le sue parti. Per questo, anche se fai mille obiezioni, è necessario che tu ammetta il vuoto. 400 Potrei moltiplicare gli argomenti ma a una mente sagace quel che ho detto è sufficiente per capire tutto. Spesso il fiuto dei cani apre la via che conduce alla tana ben nascosta di qualche bestia che vaga sui monti: come loro da quello che ti ho detto potrai da solo attraversare il buio e andare a caccia della verità. 410 Se sarai pigro o titubante, o Memmio questo però ti prometto: sarà così abbondante e dolce la sorgente di parole sgorgante dal mio cuore che prima che il tuo orecchio abbia ascoltato l'ultimo mio argomento sarà giunta la vecchiaia ad illanguidirci il corpo e a disserrare i lacci della vita. ## 418-448 Non esiste una terza natura Per continuare a tessere il discorso: è dunque fatta tutta la natura 420 di due cose soltanto: i corpi e il vuoto in cui quelli son posti e in cui si muovono in vari modi. Che esistano i corpi è un'esperienza del senso comune; e senza una fiducia ben fondata in esso non avremo alcuna base 425 per indagare in modo razionale le cose occulte. Se poi non ci fosse quel luogo e spazio che chiamiamo vuoto non avrebbero i corpi ove disporsi o muoversi in varie direzioni; te l'ho spiegato pochi versi fa. Inoltre non c'è nulla che si possa 430 dire disgiunto da ogni corpo e senza contatto con il vuoto e che si scopra formare quasi una natura terza. Qualunque cosa esista dovrà essere infatti pur qualcosa di per sé; 435 se tangibile, benché lieve e piccola, andrà a sommarsi ai corpi, incrementandone molto o poco la massa complessiva. Se intangibile invece, non in grado, di impedire che un corpo l'attraversi da ogni lato, sarà evidentemente ciò che chiamiamo uno spazio vuoto. 440 Qualunque cosa esista per sé stessa inoltre agisce su altre cose oppure ne subisce l'azione oppure ancora sarà il luogo in cui le cose possono manifestarsi ed essere. Ma nulla può compiere e subire qualche azione senza un corpo e né può offrire un luogo se non è uno spazio vuoto e libero. 445Dunque oltre il vuoto e i corpi non possiamo annoverare una terza natura; nulla che possa mai cadere sotto i nostri sensi e nulla che si possa scoprire attraverso la ragione. ## 483-598 La formazione dei corpi Tra i corpi distinguiamo gli elementi primi da ciò che formano associandosi. I primi sono solidi a tal punto 485 che non c'è forza in grado di distruggerli. È difficile credere che possa esistere qualcosa che abbia un corpo solido. Infatti i fulmini del cielo attraversano i muri delle case, 490 come fanno le voci ed i rumori, il ferro s'arroventa nella brace si spaccano le pietre quando il caldo è feroce e a un fuoco vivo cedono per quanto siano duri l'oro e il bronzo. Sia il calore che il freddo sono in grado di penetrare fin dentro all'argento; 495 ce ne accorgiamo quando, come si usa, teniamo una coppa tra le mani e versando del liquido dall'alto avvertiamo all'istante il caldo e il freddo. A tal punto non sembra che vi sia al mondo cosa alcuna che sia solida. Ma poiché a ciò ci spinge la ragione e la natura stessa delle cose, ascolta: spiegherò con pochi versi 500 l'esistenza di corpi eterni e solidi; dirò che sono i semi ed i primordi che ora formano tutto l'universo. Anzitutto, poiché abbiamo scoperto che è diversa la duplice natura di questi due elementi, la materia 505 e lo spazio in cui tutte le cose si compiono, occorre che sia l'una che l'altro siano puri e separati. Infatti ovunque s'apra quello spazio che chiamo vuoto manca la materia, e dov'è la materia non c'è il vuoto. Gli elementi primari sono dunque 510 solidi e senza vuoto. Poiché inoltre è presente del vuoto nelle cose generate occorre che vi sia a circondarlo la materia solida; mai la ragione potrebbe accettare che un corpo abbia in sé il vuoto 515 se non si ammette qualcosa di solido che lo racchiude. Nulla però può costringere il vuoto nelle cose se non un aggregato di materia. Pertanto la materia, essendo solida, può durare in eterno, mentre il resto 520 si dissolve. Se non ci fosse poi alcun vuoto, sarebbe tutto solido; tutto sarebbe vuoto, d'altra parte, se non vi fossero certi corpuscoli a riempire e occupare ogni spazio. In modo alterno dunque la materia è limitata dal vuoto, poiché non c'è né il pieno perfetto 525 e né il perfetto vuoto; dunque esistono corpi ben definiti che riescono a limitare il vuoto con il pieno. E questi sono tali che non possono andare in pezzi per un colpo esterno o disfarsi perché qualcosa penetra al loro interno o ancora vacillare 530 per l'opera di qualche altra spinta, come ho mostrato qualche verso fa. È chiaro: quando manca il vuoto nulla   può collidere frangersi spezzarsi    in due e aprirsi all'umido o al freddo    535 o al fuoco che distruggono ogni cosa. Più vuoto un corpo chiude in sé, più cede al loro attacco. Se dunque i corpuscoli primordiali son come ti ho insegnato, solidi e senza vuoto, è necessario 540 che siano eterni. E se così non fosse tutto sarebbe già tornato al nulla    e dal nulla sarebbe poi rinato.   E poiché, come prima ti ho insegnato,    nulla può nascere dal nulla e niente    di quel che è nato può tornare al nulla    545 questi elementi primordiali devono    essere eterni. In essi si dissolvono    i corpi nel momento della fine    perché vi sia materia sufficiente    per la ricostruzione delle cose.    Questi elementi sono dunque solidi    e semplici, altrimenti non potrebbero     conservarsi nel tempo e garantire    550 l'eterno rinnovarsi di ogni cosa.   Se dunque la natura non avesse fissato un limite al di là del quale ogni cosa non può più frantumarsi il tempo che è passato avrebbe ormai disgregato i corpuscoli a tal punto che più nessuna cosa risultante da essi giungerebbe, entro un dato periodo di tempo, a completare 555 tutto il percorso della sua esistenza. Tutto, vediamo, si dissolve in fretta    mentre lento è il processo di ricrescita, e dunque quel che il tempo già passato   nel volgere dei secoli ha squassato, frantumato e travolto non avrebbe    560 il tempo necessario per ricrescere. E certo esiste un limite ben fisso alla disgregazione, se vediamo che le cose ricrescono e ogni specie    di viventi ha il suo tempo per attingere 565 il fiore dell'età. A ciò si aggiunga che per quanto formati da materia    ben solida i corpuscoli compongono cose morbide: acqua aria terra    e vapori. È possibile dar conto di come ciò succeda se ogni cosa ha misto dentro sé uno spazio vuoto, 570 ma se al contrario gli elementi primi fossero molli in che modo potrebbero nascere il ferro e la dura selce? Non si potrebbe renderne ragione; infatti la natura mancherebbe fin dal principio di ogni fondamento. Questi elementi sono dunque solidi e molto semplici ed è per il loro 575 intrecciarsi più denso che le cose possono tutte stringersi e mostrare una più vigorosa resistenza. Se non si pone un limite al dissolversi dei corpi in ogni caso è necessario che dal passato eterno sopravvivano 580 atomi d'ogni specie fino ad oggi scampati sempre a qualsiasi pericolo; ma come avrebbero potuto reggere    alle aggressioni continue del tempo    se la loro natura fosse fragile?    E infine: la natura ha dato leggi    precise ad ogni cosa, in base al genere, 585 fissando i fini di crescita e morte    sancendo l'impossibile e il possibile;    e nulla muta, tutto resta uguale,    al punto che gli uccelli variopinti    una generazione dopo l'altra    mantengono i colori della specie. 590 Non c'è alcun dubbio che abbiano un corpo    di materia immortale. Se al contrario    gli elementi potessero cambiare    o venire alterati in qualche modo    sarebbe incerto tutto quel che nasce    595 non vi sarebbe regola né limite    né si tramanderebbero nel tempo    dai genitori ai figli la natura    le usanze, il vitto e i moti della specie. ## 599-634 I minimi 600 di questi corpi primi che non può esser colto dai sensi, certamente non è composto a sua volta da parti, ha una natura minima né mai ha avuto un'esistenza separata o potrà averla in futuro, poiché esso stesso è parte prima e unica d'un altro corpo. E altre parti simili 605 s'aggiungono con ordine in gran numero e si stringono in modo da formare i corpi elementari; dal momento   che non possono stare separate   occorre che aderiscano in un nesso   da cui non possano essere strappate. Sono dunque, i corpi primordiali, dotati di semplicità ben solida; 610 le loro parti minime si aggregano in ranghi ben serrati, ma a formarli non è la loro unione; è piuttosto la forza eterna della stessa loro semplicità. Ad essi non consente la natura che sia tolto o sottratto alcunché, preservandoli in quanto semi di tutte le cose. Del resto 615 se non ci fosse questa parte minima i corpi elementari si potrebbero   ridurre ancora in parti piccolissime, e questo all’infinito: di ogni parte vi sarà la metà, senza mai termine. Che differenza vi sarà tra il cosmo intero e le sue parti più minuscole? 620 Non sarà più possibile distinguerli. La più piccola cosa, divisibile internamente in infinite parti sarà infinita proprio come il tutto. Ma ciò ripugna alla ragione e l'animo fatica a crederlo. Arrenditi e ammetti 625 l'esistenza di corpi elementari non divisibili in parti ulteriori; e se ne riconosci l'esistenza vedrai che sono anche eterni e solidi. Se la natura creatrice di tutto fosse solita spingere le cose a dividersi sempre in parti minime 630 con queste non sarebbe più capace di ricomporre alcunché. Corpi ai quali non si può aggiungere nulla non hanno quello che è necessario alla materia per generare: i vari intrecci, il peso, il movimento, gli urti ed il convergere da cui deriva tutto ciò che esiste. ## 635-711 Contro Eraclito 635 Pertanto chi sostiene che l'essenza delle cose sia il fuoco e che di fuoco soltanto sia composto l'universo di molto cade lontano dal vero. Eraclito fu il primo della schiera, famoso per il suo linguaggio oscuro più tra gli sciocchi, certo, che tra i greci 640 che seriamente ricercano il vero. Si sa: gli sciocchi maggiormente ammirano ed amano le cose ben nascoste sotto parole che non hanno senso; per loro è vero quello che ha un bel suono ed accarezza per bene l'orecchio. 645 Come è possibile, chiedo, che esistano cose così diverse se dal semplice fuoco sono create tutte quante? Non gioverebbe a nulla se più denso il fuoco si facesse, o rarefatto, se la stessa natura dell'intero permanesse in tutte le sue parti. 650 Quando è più forte avviene per l'afflusso maggiore delle parti mentre è debole se sono separate e si disperdono, ma nulla più di questo puoi pensare possibile in base a tali cause; certo la grande varietà del mondo non puoi ridurla a un fuoco forte o debole. 655 Devono inoltre ammettere che il vuoto si mescola alle cose, se le fiamme sono più o meno dense o rarefatte. Ma le Muse, poiché vedono molte nota cose in contrasto tra loro e non vogliono ammettere che esista il puro vuoto nei corpi per paura del difficile smarriscono la via che porta al vero. 660 Né si accorgono poi che tolto il vuoto dalle cose si addenserebbe tutto in un unico corpo, non essendo possibile quel rapido irradiarsi proprio del fuoco, che riscalda e illumina e da cui puoi dedurre che è formato da parti che non sono condensate. 665 Se poi per caso credono che i fuochi possano in altro modo, condensandosi, estinguersi o mutare la sostanza, è evidente, se ciò accadesse ovunque, che l'ardore del fuoco svanirebbe interamente nel nulla e dal nulla tutto quel che è creato sorgerebbe. E certo tutto ciò che si trasforma ed esce dai suoi limiti all'istante 670 muore nella sua forma precedente. È dunque necessario che qualcosa di quel che forma i corpi resti intatto altrimenti le cose finiranno interamente nel nulla e di nuovo dal nulla torneranno all'esistenza. 675 Ora, poiché vi sono dei corpuscoli dalla forma ben certa che mantengono sempre un'identica natura e grazie al cui venire, andare, collocarsi in un diverso ordine reciproco si muta la natura delle cose e si trasformano i corpi, s'intende che non sono corpuscoli di fuoco. 680 E non farebbe alcuna differenza il loro separarsi e allontanarsi o il sopraggiungere d'altri o il mutare disposizione, se avessero tutti la natura del fuoco: in ogni modo non darebbero vita che a del fuoco. La verità, io credo, è un'altra: esistono certi corpuscoli dal cui movimento, 685 ordine, aspetto e posizione nasce il fuoco, sì che quando mutano ordine si muta la natura, né assomigliano al fuoco od altra cosa che sprizzando tutt'intorno sia in grado di colpire i sensi ed arrivare al nostro tatto. 690 Dire che la sostanza d'ogni cosa è il fuoco e tranne il fuoco nulla è vero, come fa ancora questo tale, è un pieno delirio: contraddice infatti i sensi da cui parte lui stesso e così scredita il fondamento d'ogni conoscenza e ciò che gli ha permesso l'esperienza 695 del fuoco di cui parla. Crede infatti che i sensi siano in grado di conoscere il fuoco ma non tutte le altre cose che del fuoco non sono meno chiare, e ciò mi sembra un delirio evidente. A cos'altro dovremmo far ricorso? 700 Cosa meglio dei sensi può mostrarci la differenza tra il vero ed il falso? E perché togliere poi ogni cosa per mantenere solo la natura del fuoco e non piuttosto eliminare il fuoco e mantenere ogni altra cosa? Simile tesi infatti non appare più delirante dell'alta. Pertanto 705 quanti posero il fuoco quale essenza delle cose e ritennero che il mondo intero non consista che di fuoco o pensarono invece che sia l'aria il principio che genera le cose o che l'acqua da sola possa dare forma a tutto o che ancora sia la terra 710 a generare il mondo trasformandosi in ogni altra natura sono, è chiaro, lontani dalla via che porta al vero. ## 712-829 Contro Empedocle E poi vi sono quelli che raddoppiano gli elementi primari, e al fuoco aggiungono l'aria e la terra all'acqua e quanti credono che tutto possa nascere da quattro elementi, cioè l'aria, la terra 715 il fuoco e l'acqua. Primo fra di loro l'agrigentino Empedocle, che l'isola trinacria generò tra le sue rive; lo Ionio la circonda biancheggiando nelle sue ampie insenature e un piccolo stretto in cui le onde si precipitano 720 dalle rive d'Eolia la separa. Qui è la vasta Cariddi, qui il rumore dell'Etna fa temere che di nuovo raccolga l'ira del suo fuoco e vomiti 725 dalle sue fauci fiamme fino al cielo. E se questa è una terra che ha la fama d'avere meraviglie d'ogni genere, cose che vanno viste, gran ricchezza di beni e gente forte per difenderli, non sembra aver avuto tuttavia 730 nulla di più mirabile, più santo proclama e insegna cose così splendide che sembra quasi un essere divino. E tuttavia sia lui che gli altri sopra 735 nominati, a lui molto inferiori per molti aspetti e ben meno importanti, pur avendo scoperto molte cose quasi divinamente e benché dessero dal profondo dell'animo responsi più venerabili e certi di quelli della Pizia che parla dal tripode e dal lauro di Febo, tuttavia 740 indagando i principi delle cose rovinarono, e grande fu il cadere d'uomini così grandi. In primo luogo perché tolgono il vuoto dalle cose ma ammettono che esiste il movimento e che vi siano cose molli o rade come la terra e l'acqua, il sole e l'aria, gli animali e le messi e tuttavia 745 a tali corpi non mischiano il vuoto. E poi perché non pensano che esista un limite al dividersi dei corpi una pausa al loro frantumarsi o che sussista un minimo nei corpi mentre vediamo che c'è un punto estremo 750 delle cose, la parte più minuscola che i nostri sensi riescono a cogliere; puoi dedurre che questo punto estremo in essi, quello che non si può cogliere con la vista, è la loro parte minima. S'aggiunge a ciò che, poiché suppongono 755 come principi primi cose molli che noi vediamo nascere e il cui corpo è interamente soggetto alla morte, dovrebbe il tutto tornare nel nulla e la massa di tutto ciò che esiste rinascere dal nulla e rifiorire; due cose, lo sai già, molto remote dal vero. E poi quegli elementi sono 760 nemici in molti modi, sì che l'uno è veleno per l'altro: il loro incontro li farebbe morire o schizzerebbero ovunque come, quando c'è tempesta, vediamo fare ai fulmini, alla pioggia e al vento. Infine se il mondo si genera da questi quattro elementi e poi torna 765 a dissolversi in essi, più che dire ch'essi sono i principi delle cose non dovremmo al contrario ritenere che nascano piuttosto dalle cose? Tali elementi infatti si producono gli uni dagli altri, mutano colore e l'intera natura, e ciò dà sempre. 770 Se poi credi che i corpi della terra e del fuoco s'uniscano ai soffi dell'aria e all'acqua gocciolante senza che ciò ne cambi in nulla la natura sappi che così niente potrà nascere, che sia senziente o inanimato come un albero, poiché ciascuna cosa 775 pur nella massa mostrerebbe intatta la sua natura e si vedrebbe l'aria mista alla terra e il fuoco resterebbe uguale pur essendo unito all'acqua. Occorre invece che i principi primi generando le cose v'inseriscano una certa natura non visibile 780 e segreta, affinché nulla prevalga e s'imponga impedendo che ogni cosa creata possa avere la sua forma. Essi vanno a ritroso fino al cielo e ai suoi fuochi. All'inizio il fuoco, immaginano, diventa aria, poi dall'aria nasce l'acqua e dall'acqua la terra; a ritroso 785 ritorna poi dalla terra ogni cosa all'origine: l'acqua, quindi l'aria e il fuoco. E senza sosta si trasformano tra di loro, si spostano dal cielo alla terra e da qui di nuovo agli astri. Non così devono essere i principi. 790 È infatti necessario che permanga qualcosa l'immutabile, altrimenti tutto verrà ricacciato nel nulla. E certo tutto ciò che si trasforma ed esce dai suoi limiti all'istante muore nella sua forma precedente. Gli elementi di cui ho appena detto 795 invece si trasformano; pertanto devono derivare da altre cose che nulla può cambiare, se non vuoi che tutto il mondo finisca nel nulla. Perché piuttosto non pensare a corpi la cui natura consenta, ad esempio, 800 di comporre ora il fuoco ed ora l’aria, aggiungendo o togliendo alcuni d'essi o mutandone l'ordine ed il moto, e spiegare così ogni cambiamento? "Ma è chiaro", obietti, "che quanto è nell'aria e nel vento proviene dalla terra, e se al tempo opportuno non si sciolgono 805 le nuvole e non sferzano le piogge gli arboscelli facendoli ondeggiare e il sole poi non offre il suo calore non crescono le messi né le piante e gli animali." Ma certo. Ed aggiungo che noi stessi, se non ci sostenessero, cibi solidi e liquidi, ben presto 810 avremmo il corpo debole e la vita svanirebbe dai nervi e dalle ossa. Infatti senza dubbio ci sostengono e alimentano cose ben precise come altre cose servono ad altri esseri. Accade perché gli atomi comuni a diverse sostanze sono misti 815 nelle cose nei modi più diversi per cui ogni vivente ha il suo alimento. E molto spesso conta quali atomi si associano ed in quale posizione e quale moto imprimono e ricevono. Gli stessi atomi infatti compongono 820 il cielo e il mare, le terre ed i fiumi e il sole, e ancora le messi, gli arbusti e ogni genere d'esseri viventi ma mischiati fra loro in vari modi e con diversi moti. Nei miei versi 825 trovi molte parole, ma le lettere sono comuni; devi però ammettere che tanto le parole quanto i versi sono diversi per suono e per senso. Così grande è il potere delle lettere con un semplice mutamento d'ordine. Ma ben di più sono i mezzi cui possono far ricorso i principi delle cose per creare la varietà del mondo. ## 830-920 Contro Anassagora 830Ora scrutiamo l'omeomeria di Anassagora. Questo è il nome greco; la povertà della lingua dei padri non mi consente di usare altro termine. Ma è facile spiegare cosa sia. 835 In primo luogo essa consiste in questo: le ossa sono formate da altre ossa minute, piccolissime, e così le viscere che vengono da viscere più piccole, si forma il nostro sangue da molte piccole gocce di sangue unite tra di loro, l'oro è fatto da tante piccole pagliuzze d'oro 840 e di pezzetti di terra la terra; e così il fuoco è composto di fuoco e l'acqua d'acqua. È convinto e si immagina che ogni altra cosa simile si formi in questo modo. Però non ammette che vi sia in qualche parte delle cose del vuoto né che vi sia un ben preciso limite al suddividersi dei corpi. 845Sbaglia, mi sembra, in entrambe le cose come quelli di cui ho detto sopra. Aggiungi che s'immagina principi troppo deboli, ammesso che si possano considerare tali dei principi che hanno la stessa natura dei corpi, che patiscono e muoiono anch'essi 850 e che nulla trattiene dal dissolversi. Quale tra di essi infatti reggerebbe un forte schiacciamento, sottraendosi ai denti della morte? Il fuoco? L'acqua? O forse l'aria? Quale di essi? Il sangue o le ossa? Nessuno, credo. Tutti 855 sono ugualmente soggetti alla morte proprio come le cose che ci appaiono e che muoiono sotto i nostri occhi se un qualche violenza le travolge. E lo ripeto: nulla può ridursi al nulla né dal nulla può prodursi. Poiché il cibo alimenta e nutre il corpo 860 è poi chiaro che vene, sangue ed ossa \*\*\* e se ancora diranno che ogni cibo è di sostanza mista e ha in sé i corpuscoli dei nervi, delle ossa, delle vene e particelle di sangue, dovremo credere allora che qualsiasi cibo 865 sia esso secco o umido, sia fatto sempre da un misto di cose diverse come la sanie, il sangue, le ossa e i nervi. Se inoltre tutte le cose che crescono dalla terra già sono nella terra è necessario che la terra stessa sia composta da cose ad essa estranee. 870 Trasferisci il discorso in altro campo: potrai fare uso di parole identiche. Se già contiene in sé, benché nascosti, il fuoco, il fumo e la cenere, il legno è fatto allora di elementi estranei che sorgono da essa. I corpi, inoltre, che la terra fa crescere e alimenta \*\*\* 875 Resta solo una stretta via di fuga che Anassagora tenta, sostenendo che certo, in ogni cosa si nascondono tutte le altre, ma appare solo quella che è più presente nel miscuglio e meglio in evidenza o posta in prima fila. 880 Siamo anche qui ben lontani dal vero. Se così fosse quando maciniamo sotto una pietra massiccia il frumento dovrebbe comparire qualche traccia di sangue o di qualcuno degli umori 885 del nostro corpo. E ugualmente dell'erba schiacciata tra due pietre perderebbe del sangue e l'acqua stillerebbe dolci gocce simili al latte delle pecore e sminuzzando la terra vedremmo mischiati ad essa parti minutissime 890d'ogni genere d'erba e grani e fronde e nel legno, spezzandolo, vedremmo cenere, fumo ed un fuoco nascosto. È evidente che questo non accade. Non esiste un tale mescolarsi di una cosa con l'altra; sono i semi comuni ad ogni cosa che, invisibili, 895 si mischiano tra loro in molti modi. "Ma spesso", obietti, "accade che sui monti le alte cime degli alberi, piegate dalla forza del vento, si strofinino  l'un l'altra fino a quando come un fiore 900 s'apre tra loro il fuoco." Hai ragione, ma la causa non è il fuoco nascosto nel legno bensì i semi del calore che, richiamati dallo sfregamento, accorrono in gran numero, incendiando le selve. Ché se queste nascondessero 905 la fiamma in sé non potrebbero a lungo celare il fuoco: divampando ovunque travolgerebbe gli alberi e le selve. E vedi dunque, come ho appena detto, quanta importanza spesso ha per gli atomi con quali altri si uniscono e in che modo 910 e quale moto imprimono e ricevono; e sono appunto questi cambiamenti minimi della loro posizione che producono il fuoco oppure il legno. La stessa cosa accade alle parole: basta spostare di poco le lettere e distinguiamo il "ligneo" dall'"igneo". 910 Se infine non riesci a concepire tutto quello che vedi senza credere che provenga da corpi materiali dotati delle stesse qualità delle cose, adoperi un criterio che travolge la stessa convinzione che esistano elementi primordiali. Non dovranno, in tal caso, essere scossi da un riso irrefrenabile o versare 920 lacrime amare sul viso e le guance? ## 921-950 Intermezzo Ora fatti più attento e impara il resto. L'oscurità del tema  non mi sfugge ma il duro tirso m'ha percosso il cuore e vi ha destato un grande desiderio di gloria e insieme un amore soave 925 per le Muse: e ora eccomi, commosso e ispirato percorro i luoghi impervi delle Pieridi, che mai piede umano ha calpestato. Mi piace accostarmi a fonti ancora intatte e bere a fondo e raccogliere fiori sconosciuti e dove prima mai le Muse cinsero ad alcuno la tempia reclamare 930 per il mio capo una corona insigne. In primo luogo perché affronto grandi questioni e cerco di affrancare gli animi dai nodi stretti della religione e poi perché su cose tanto oscure scrivo versi che splendono, infondendo 935 su ogni cosa la grazia delle Muse. Anche questo non è senza ragione. Per far prendere ai bimbi il ripugnante assenzio i medici usano cospargere il bordo del bicchiere con il liquido biondo e dolce del miele, e così ingannano la loro ingenuità; le labbra saggiano 940 quella dolcezza e mandano giù il resto benché amaro. E certo, li raggirano ma non per danneggiarli: anzi riacquistano con questo stratagemma la salute. Così io faccio: poiché la dottrina appare austera a chi non la conosce 945 e la gente comune la rifugge per insegnartela ho fatto ricorso all'armonioso canto delle Pieridi quasi intingendola nel dolce miele della poesia, sperando che i miei versi riescano a far presa su di te e tu possa vedere la natura 950 di tutto e la sua intima struttura.  ## 951-1051 L'universo è infinito Ho insegnato che i corpi solidissimi della materia volano in eterno, mai distrutti; adesso esaminiamo se il loro insieme abbia fine o no. E dal momento che abbiamo scoperto 955 che esiste il vuoto, che sia luogo o spazio, in cui tutte le cose si sviluppano, scrutiamo pure se esso sia finito o s'apra immenso, vasto e senza fondo. Tutto quello che esiste è senza fine in ogni direzione; non ha infatti 960 alcuna estremità. Né vi può essere senza un limite esterno, oltre il quale la facoltà dei sensi non può andare. Poiché dobbiamo ammettere che fuori dal tutto non c'è niente, non esiste un punto in cui finisce: non c'è dunque 965 un limite o confine. E non importa dove tu sia: intorno a te avrai sempre da ogni parte l'infinito. Poniamo che lo spazio sia finito. Se qualcuno corresse fino al limite 970 di un tale mondo e scagliasse una freccia credi che questa, lanciata con forza, andrebbe dritta, sempre più lontano, o che qualcosa possa ostacolarla e frenarla? Bisogna che tu scelga e riconosca l'una o l'altra ipotesi, 975 ma sono entrambe strade senza uscita e spingono ad ammettere che il tutto si estende senza fine. Che qualcosa la trattenga e ne limiti il tragitto impedendo che giunga al suo bersaglio o che voli al di fuori senza freno fa poca differenza: in ogni caso essa non è partita dal confine. 980 T'incalzerò, ed ovunque tu porrai questo limite estremo, chiederò: "E che ne è della freccia?". In nessun luogo si potrà collocare un tale limite e sempre vi sarà una scappatoia a rendere possibile la fuga. Se inoltre l'universo avesse fine 985 e fosse limitato da confini sarebbe già finita verso il basso, spinta dal peso, tutta la materia e nulla apparirebbe in cielo, ed anzi non vi sarebbero affatto né il cielo né il sole luminoso: la materia 990 sarebbe tutta accumulata in fondo, posata lì da tempo immemorabile. Nessuna quiete invece è data agli atomi ché non c'è un fondo in cui, per così dire, possano confluire ed adagiarsi. 995 Sempre, in un moto assiduo, si producono tutte le cose e sono rifornite da ogni parte dai corpi materiali che all'infinito accorrono dal basso. Vediamo sempre cose limitate l'una dall'altra: l'aria attornia i colli e i monti chiudono l'aria, la terra 1000 circonda il mare e nel mare finisce, ma il tutto non ha alcun limite esterno. Tale è dunque l'abisso dello spazio che il bagliore dei fulmini nemmeno volando per un tempo senza fine 1005 perverrebbe al suo fondo o accorcerebbe le distanze da esso: l'universo si estende dappertutto senza limiti. La natura fa in modo poi che il tutto non possa porre un confine a sé stesso: 1010 limita i corpi con il vuoto e il vuoto con i corpi e alternandoli così rende infinito l'universo intero; se non si limitassero a vicenda ognuno nella sua pura natura s'estenderebbe senza alcun confine \*\*\* né il mare né la terra né gli spazi 1015 luminosi del cielo né gli umani né i sacri corpi degli dei potrebbero resistere soltanto per un'ora: non più tenuta insieme la materia si spargerebbe per il grande vuoto 1020 o, per dir meglio, non creerebbe nulla, per l'incapacità di concretarsi. E certo non c'è qualche decisione o un piano intelligente nel disporsi degli atomi né è stato stabilito dal principio il moto di ciascuno; invece molti d'essi in molti modi 1025 muovendosi nel tutto per un tempo infinito si sono urtati e scossi facendo prova d'ogni movimento e commistione finché sono giunti a unirsi in modo da creare il tutto; poi trovato l'incastro conveniente 1030 è stato mantenuto per eoni, e ora fa sì che con le onde impetuose dei fiumi s'alimenti l'insaziabile bocca del mare e la terra, scaldata dal vapore solare, sia feconda e animali vi sorgano di specie diverse e i fuochi delle stelle vadano per il cielo. Ma tutto ciò è possibile 1035 solo perché dall'infinito giunge nuova materia a colmare all'istante ogni perdita. Come gli animali muoiono e il loro corpo si disgrega in mancanza di cibo, così tutto è destinato alla morte se manca 1040 l'afflusso sempre nuovo di materia, deviata in qualche modo dal suo corso. Né gli urti dall'esterno, provenienti da ogni direzione sono in grado di conservare l'insieme del mondo qualunque sia la sua conformazione. Possono battere fitti e tenere 1045 ferma una parte finché giunge altra materia a completare quel che manca; certe volte però sono costretti a rimbalzare offrendo agli elementi lo spazio e il tempo per fuggire via liberi da ogni vincolo. Per questo è necessario che sempre ne accorrano di nuovi ed affinché gli stessi colpi 1050 siano bastanti occorre una materia che da tutte le parti sia infinita. ## 1052-1113 L'universo non ha centro Su questo, o Memmio, evita di credere ciò che taluni affermano: che tutto tende al centro e per questo la natura del mondo resta salda senza colpi 1055 dall'esterno e che questo gravitare verso il centro impedisce ad ogni cosa, sia essa in basso o in alto, di sfuggire in qualche luogo (ma tu crederai che qualcosa si possa sostenere da sé?) e che i corpi pesanti che sono agli antipodi vanno verso l'alto e sono posti a terra all'incontrario come da noi le immagini riflesse 1060 in uno specchio d'acqua. In egual modo per loro gli animali vanno in giro a testa in giù e non cadono all'indietro dove comincia il cielo, proprio come non possono volare i nostri corpi nelle regioni celesti soltanto 1065 perché noi lo vogliamo; quando lì hanno il sole da noi è notte fonda, le stagioni si alternano alle nostre e i giorni corrispondono alle notti. Ma questa falsa ipotesi è approvata 1070 dagli stolti, che abbracciano un'errata ragione. Non può esserci alcun centro in un mondo infinito; e se vi fosse nulla del resto prova che qualcosa vi si possa fermare invece d'esserne scagliata via lontano. Quello spazio che definiamo vuoto deve infatti 1075 sia nel suo centro che fuori da esso lasciare libero il passaggio ai corpi pesanti, ovunque il moto li conduca. Non esiste alcun luogo in cui le cose, perso ogni peso, possano restare ferme nel vuoto; né del resto il vuoto può diventare base di alcunché 1080 senza cedere, com'è sua natura. È impossibile dunque che le cose vinte da quella brama che li spinge verso il centro s'aggreghino in tal modo. Ma non credono, poi, che questo tendere verso il centro riguardi tutti i corpi, ma solo quelli che hanno la natura 1085 della terra e dell'acqua, il mare e i grandi torrenti che si gettano impetuosi dalle montagne e ogni cosa terrena;  invece, dicono, il soffio leggero dell'aria e il calore si diffondono irradiando dal centro, e che perciò trema di stelle tutt'intorno l'etere 1090 e il sole pascola nel cielo azzurro: poiché il calore che fugge dal centro qui si raccoglie, né sugli alti rami degli alberi potrebbero le fronde verdeggiare se non vi fosse un cibo che piano giunge loro dalla terra \*\*\* che come fiamme volanti le mura del mondo non si infrangano sciogliendosi nell'immensa voragine del vuoto portando via con sé qualsiasi cosa 1105 e nel boato dei tuoni non crolli il cielo né ci manchi all'improvviso la terra sotto i piedi ed ogni cosa del cielo e della terra frantumata sia risucchiata dal vuoto profondo e in un istante non resti più nulla: 1110 solo spazio deserto e atomi ciechi. Infatti ovunque tu ponga l'inizio della fuga degli atomi, quel luogo sarà la porta della morte: tutta la materia uscirà da quella parte. ## 1113-1117 Conclusione Queste cose conoscerai a fondo 1115 preso per mano, con poca fatica, perché una cosa farà luce all'altra né notte oscura ormai potrà distoglierti dalla via che conduce alla visione della natura ultima del mondo: così ogni cosa accenderà ogni altra.